venerdì 28 settembre 2007

Divertimento idiota

Questo post non ha a che fare con nessuna creatura marina. Invece, anche se forse non sembra, ha molto a che fare con il post precedente "Animali con il bollino". Sulla lista di discussione mondiale (sulle tartarughe marine) C-Turtle, da due giorni non si parla di tartarughe marine, ma la discussione è accesissima. E' successo che un ricercatore, Mike Frick, per puro caso, navigando su internet ha trovato questo sito: www.turtlehuntin.com. Se anche avete difficoltà con l'inglese, date un'occhiata alle immagini, nelle diverse pagine (tre le vedete anche qui). Si tratta di un sito che pubblicizza un nuovo tipo di "divertimento": andare per paludi e fiumiciattoli a caccia di testuggini palustri. Tra l'altro di una specie che può mordere anche molto pericolosamente. Potete vedere questi idioti che, dopo aver pagato un po' di soldi, si immergono nel fango e nelle acque torbide per stanare le testuggini. Poi le vedete con i loro macabri trofei ai piedi (quante!) oppure mostrarli alla macchina fotografica tenendole per il collo o per la coda.
Ovviamente i partecipanti alla lista sono indignati da questa cosa. Ma non tutti. Ad esempio uno scrive: "non vedo il perchè di tutto 'sto clamore. Se questa caccia alle testuggini non le porta all'estinzione o se essi non sono animali in pericolo, qual'è il punto?". Insomma, che c'è di male?
Un altro scrive: "non mi è chiaro cos'è che vi sconvolge così tanto. E il modo in cui lo fanno? E' il mtivo per cui lo fanno, cioè per sport o per mangiarsele?"
Per la miseria, se nemmeno degli scienziati (che si occupano di animali, tra l'altro) capiscono che invece c'è molto di male e di tremendamente idiota e irrispettoso verso ogni cosa che "non è umana", prendere delle testuggini dal loro ambiente, sbatterle a decina su una strada, o farle penzolare per il collo davanti a uno che fotografa, se nemmeno questo ci sconvolge più, allora davvero non c'è più speranza.
E' peggio un panzone che con il suo pickup e magari un pacco di birre da sei, passa la domenica a cacciare testuggini per divertimento o chi uccide una balena per farci dei quattrini? O non sono magari due aspetti dello stesso problema?

lunedì 24 settembre 2007

Animali con il bollino

Come avrete già letto è uscita la Red List del 2007 delle specie in pericolo, dalla IUCN.
Sono 16.306 le specie che in qualche modo si trovano a combattere contro il pericolo dell'estinzione. Erano 16.118 l'anno scorso. Le specie già estinte sono 785 e altre 65 esistono ora solo in cattività. Un mammifero ogni quattro, un uccello ogni otto, un anfibio ogni tre. E il 70% delle piante che sono state verificate.
Ormai ogni specie vive con un bollino appiccicato. Non si riesce più a parlare di una specie vivente, senza doverne specificare lo "stato di conservazione".
Campagne di sensibilizzazione, iniziative di tutela, progetti di conservazione, lo sforzo di qualche eroe, che fa il suo piccolo/grande lavoro da qualche parte nel mondo, programmi di tutela dell'ambiente e della biodiversità a livello internazionale. Tutto sembra quasi inutile. Come fermare un frana con le mani. Come chiudere le crepe di una diga con il nastro adesivo.
Bisogna cambiare le nostre teste, i nostri modi di agire e di rapportarci con "il resto del pianeta". I nostri coinquilini. Le altre specie animali e vegetali che dividono con noi questo percorso su questo pianeta. Con gli stessi diritti, con la stessa dignità. Siamo una specie tra le tante. Nessun dio ci ha messo qui per disporre come vogliamo della Terra e degli altri suoi abitanti. Non ci sono gerarchie. Non ci sono specie elette. Il mondo non è stato creato per noi (ammesso che sia stato creato) ma anche con noi. Una specie tra le tante. In corsa folle verso l'estinzione, come tante.

giovedì 13 settembre 2007

Torna il flagello morbillivirus

Nel 1991 ci fu un picco clamoroso nel numero di spiaggiamenti di Cetacei, sulle coste italiane. Ci furono ben 550 spiaggiamenti, quell'anno, quasi tutti di Stenelle striate (Stenella coeruleoalba). Il responsabile era un virus del genere morbillivirus. Partito dalle coste della Spagna, arrivò poi anche in acque italiane, e le stenelle si spiaggiavano a decine, ogni giorno. Intervenne sul campo anche l'allora giovane Fondazione Cetacea.
Beh il morbillivirus sta tornando. L'allarme viene dalla Spagna come allora. Il Ministero dell'Ambiente italiano raccoglie l'allarme e mette in campo una task force: "A seguito delle recenti notizie dei ricercatori spagnoli dell’Istituto CRAM (Conservazione e recupero degli animali marini) in merito al decesso di circa 50 esemplari di stenella nel Mare delle Baleari, l’ICRAM, l’Università di Siena e l’Università di Teramo, di concerto con il Ministero dell’Ambiente, hanno messo a punto una Task Force per lo studio delle infezioni da morbillivirus. Il progetto ha lo scopo di indagare i cetacei target del Mediterraneo (stenella striata e balenottera comune) e la possibile connessione tra la presenza dei contaminati ed un eventuale aumento della vulnerabilità di queste specie ad agenti patogeni come il morbillivirus."

Nel grafico (fonte Centro Studi Ceteaci) si vede il picco di spiaggiamenti del 1991